Arriva un momento in cui ti accorgi che le giornate si somigliano tutte. Corri, rispondi, rimandi. E ti chiedi quand’è stata l’ultima volta che hai scelto davvero qualcosa per te.
Scrivere le proprie regole di vita è uno dei modi più semplici per riprendere in mano le giornate. Non servono grandi propositi né cambiamenti drastici: bastano poche frasi, scritte da te, da tenere sotto gli occhi. In questo articolo trovi un metodo in cinque passi, degli esempi concreti e gli errori più comuni da evitare.
Cosa sono le regole di vita
Le regole di vita sono frasi brevi che descrivono come vuoi comportarti nelle situazioni che contano: con te stesso, con le persone che ami, al lavoro, nei momenti difficili.
Non sono obiettivi. Un obiettivo dice dove vuoi arrivare, per esempio “voglio dimagrire di cinque chili”. Una regola dice come vuoi vivere ogni giorno, per esempio “il corpo si muove ogni giorno, senza chiedere permesso”. L’obiettivo prima o poi finisce, la regola resta.
Non sono nemmeno divieti. “Non arrabbiarti” si dimentica il giorno dopo. Una regola che funziona è un promemoria: ti ricorda chi hai deciso di essere, proprio nel momento in cui rischi di dimenticarlo.
Perché scriverle, e non solo pensarle
Tutti abbiamo delle regole in testa. Il problema è che, finché restano lì, la stanchezza e la fretta le cancellano.
Scriverle cambia tre cose:
- Ti costringe a sceglierle. Pensare “dovrei passare più tempo con i miei figli” è vago. Scriverlo in una frase ti obbliga a decidere cosa vuol dire, concretamente.
- Le rende tue. Una regola scritta con le tue parole ti somiglia, e una regola che ti somiglia è più facile da rispettare.
- Puoi rileggerle. Una regola che vedi ogni giorno, sullo sfondo del telefono o appesa al muro, torna in mente quando serve.
Come scrivere le tue regole di vita in 5 passi
1. Parti da quello che non ti piace
Non serve partire da grandi sogni. Parti da qualcosa di più vicino e più onesto: le cose di te che non ti piacciono più. Un modo di reagire, un’abitudine, un tempo che lasci sempre agli altri.
Se non sai da dove cominciare, prova a chiederti:
- Sono davvero contento della vita che faccio?
- Sto vivendo pienamente la vita che voglio?
- Su quali aspetti di me sento di dover lavorare?
- Quando mi è capitato l’ultima volta di pentirmi di come ho reagito?
Scrivi tutto, senza giudicarti.
2. Parti da te, poi allarga lo sguardo
Immagina dei cerchi che si allargano. Al centro ci sei tu: come ti tratti, come usi il tuo tempo, cosa fai per stare bene. Poi vengono le persone vicine, il lavoro, gli altri, i momenti difficili. Non serve una regola per ogni cerchio, ma passarli tutti ti aiuta a non dimenticare niente di importante.
3. Trasforma ogni difetto in una regola
Per ogni cosa che hai scritto, chiediti qual è la verità su quella cosa. Non cosa dovresti fare, ma cosa sai di vero.
Un esempio. Se perdi facilmente la pazienza, la regola banale sarebbe “non arrabbiarti”. La verità, però, è che la rabbia passa, sempre. Detta con un’immagine, diventa:
Anche la rabbia ha un tramonto.
È breve, non vieta niente e si ricorda senza sforzo.
4. Scegli e unisci: massimo dieci
A questo punto avrai molte regole. Rileggile e unisci quelle che dicono la stessa cosa. Poi, per ognuna, chiediti: “Se la rispettassi ogni giorno, la mia vita cambierebbe davvero?” Se la risposta è sì, resta. Se è “un po’”, toglila.
Dieci è il limite, non l’obiettivo. Cinque regole davvero tue valgono più di dieci scritte per arrivare al numero.
5. Tienile sotto gli occhi
Una regola che non vedi è una regola che dimentichi. Mettila dove la incontri ogni giorno: sullo sfondo del telefono, sul desktop del computer, appesa in casa.
Esempi di regole di vita
Questi esempi non sono da copiare, ma da usare come spunto. Le regole più forti sono quelle scritte con le tue parole.
Per te stesso
- Il sabato mattina è mio.
- Mi tratto come tratterei un amico.
- Dormire non è tempo perso.
Per le persone vicine
- La cena si mangia seduti.
- Chi mi parla ha i miei occhi.
- Chiamo, invece di scrivere.
Per il lavoro e il tempo
- Il lavoro finisce, anche se non è finito.
- Una cosa alla volta, fatta bene.
- Lascio un po’ di spazio vuoto nell’agenda.
Per il telefono
- Il telefono dorme in cucina.
- Il mattino non comincia dalle notifiche.
Per i momenti difficili
- Prima di rispondere, respiro.
- La stanchezza non decide per me.
- Il passato è chiuso, il futuro non è ancora qui.
Gli errori più comuni
- Scriverne troppe. Venti regole non si ricordano. Meno sono, più funzionano.
- Scriverle come divieti. “Non devo”, “non posso”: suonano come una punizione e si abbandonano presto.
- Copiarle da qualcun altro. Le regole degli altri sono nate dalla vita di qualcun altro.
- Chiuderle di getto. Scrivi, poi lasciale riposare almeno una notte. Rileggendole il giorno dopo capirai quali sono davvero tue.
- Considerarle definitive. Le regole crescono con te. Quando una non ti somiglia più, riscrivila.
Domande frequenti
Quante regole di vita bisogna avere?
Non c’è un numero giusto, ma tenerle sotto le dieci aiuta a ricordarle e a rispettarle.
Quanto tempo serve per scriverle?
Due giorni sono sufficienti. Il secondo serve a rileggerle con calma e a togliere quelle che non senti tue.
Ogni quanto vanno riviste?
Quando senti che qualcosa è cambiato in te. Molti le rileggono una volta ogni qualche mese.
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